📚L'ALBERGO DELLA GATTA VERDE di Graziella Ardizzone 📚 Ve ne parlo.

 


Foto mia

Parrebbe una cosa fatta apposta ma ho letto questo libro o meglio, ho terminato di leggerlo un paio di settimane fa. Graziella Ardizzone era una signora con una laurea in chirurgia e una passione sfrenata per i gatti venuta a mancare alla fine di gennaio e pensare che io avevo questo libro da un bel po'. Vi dico questo perché praticamente ho cominciato a leggerlo probabilmente poco dopo la sua dipartita. Che io lo abbia letto proprio in questo periodo senza avvedermi di quel che era successo mi basisce parecchio. Prima di scrivere questa piccola, modesta recensione mi sono detta "andiamo a vedere un attimino la bio non voglia il cielo che io faccia qualche brutta gaffe". Ed infatti leggo della sua scomparsa. Inutile dire che mi dispiace molto, inutile dire che è nata nel 1934 mentre mio padre è nato nel 1933, insomma in ogni mio articolo ritroverete certo ancora un po' e per un po', di quel dolore che mi sarà inevitabile per qualche tempo. Sono davvero costernata di non averle potuto fare sapere quanto mi sia piaciuto questo suo libro.

Dicevamo dunque...nata nel 1934 a Torino, Graziella Ardizzone ha passato buona parte della sua infanzia a Castellamonte. Laureata oltre che in chirurgia come ho detto poc'anzi, anche in lettere e filosofia. Oltre a scrivere bellissimi romanzi con protagonisti molto spesso i Gatti, ha anche esercitato presso l'ospedale Molinette di Torino, ha scritto e pubblicato numerosi libri tra i quali posso citare I gatti del parcheggio A, Le amiche dei gatti, con la figlia Ilaria La ballata di Tapie e Grande Nero e la micizia. Con Baima e Ronchetti che è l' editore del romanzo di cui vi vado a parlare ha pubblicato, Non si rubano le fragole, Un' indagine con i baffi, La piuma del martin pescatore e nel 2021 Col gatto è meglio, Il gatto azzurro (che acquistai qualche anno fa ad un Salone Internazionale del Libro di Torino), questi ultimi in collaborazione con la figlia Ilaria Guerra. 


Graziella Ardizzone foto tratta dal sito dell'Editore Baima e Ronchetti


L' Albergo della gatta verde si colloca temporalmente subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Comincia tra le risaie del vercellese dove Claudia, poco più che dodicenne si vede costretta ad un brusco trasloco nel capoluogo piemontese presso la zia Amalia e lo zio Tore all'Albergo della gatta verde nome dato dall'insegna fuori il locale, rappresentante proprio una gatta. E di gatti in questo bar/albergo ce ne sono: alcuni delle "ospiti" fisse e il gatto nero di Claudia chiamato Satanino anche se poi di satanico ha ben poco. Con lei si trasferisce anche il timido fratellino Sergio. Claudia dunque dalle campagne umide e sconfinate in mezzo alle risaie, si trova in questo posto così differente: la mamma si ammala infatti di una brutta affezione polmonare che la porterà molto velocemente alla morte. Amalia e Tore diventano così i nuovi genitori di Claudia e Sergio. Con loro anche i figli, il misterioso e silente Germano amante del violino e della letteratura al quale Claudia pare affezionarsi parecchio e il piccolo Pietro detto tra noi, un vero e proprio delinquentello.
Claudia cresce in fretta in questo ambiente tenuto insieme dalla forte e volitiva zia Amalia, che però non permetterà mai, nonostante i tempi, che né i suoi figli né i suoi nipoti "perdano la retta via". L' immediato dopoguerra è sì un tempo di speranza e di voluto ottimismo ma che al contempo lascia anche spazio a persone e situazioni ambigue e pericolose. Molte cose vedrà Claudia, molte situazioni vivrà ma senza mai lasciarsi coinvolgere completamente. Nel romanzo infatti Lei risulta essere una caparbia ed intelligente spettatrice degli eventi con i suoi occhi attenti e il suo cervello sempre in movimento, dotata di silenzioso acume.
Un bellissimo romanzo per dirla molto alla buona "scritto benissimo" come non ne leggevo più da tempo (la letteratura contemporanea a parte qualche mosca bianca è divenuta qualcosa di estremamente spiacevole di questi tempi, con storie scialbe lessico e grammatica praticamente inesistenti). Una particolarità: ogni capitolo o lungo paragrafo ha come sorta di titolo una frase pensata o pronunciata da Claudia.
Come ho scritto in una breve nota sul mio profilo facebook riguardo al libro, il finale risulta come essere in auto, girarsi e finire contro un tir senza accorgersene. Nulla di drammatico ma se lo leggerete capirete il perché di questa mia affermazione. 
Non basta stupore, non basta incredulità è proprio così, mi piacerebbe lo scopriste. Non volete?

Potete trovare il romanzo a questo link sul sito della Baima e Ronchetti Editore ➡️ CLICCA QUI


Voglio augurarmi che questa mia modesta recensione abbia acceso la vostra curiosità anche perché vi fareste un bel regalo, oh Voi che ancora amate la buona letteratura.
Colgo l'occasione per stringermi affettuosamente alla famiglia di Graziella e alla Baima e Ronchetti per la quale so essere stata realmente come una di famiglia.

Con affetto e gratitudine vi saluto e al prossimo articolo. 


Enrica Merlo
ex MI MANCANO I FONDAMENTALI
Ora
SI STA COME LE FOGLIE...

22 Marzo 2026




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